Dubai Food e Cibo Brevettato in Laboratorio: Un Futuro Sostenibile e Innovativo – Avvocato Carmine Coviello
- 12 set 2025
- Tempo di lettura: 6 min
Aggiornamento: 16 gen

DUBAI – Dubai, la città dei superlativi e dell’innovazione, si sta affermando come un hub globale non solo per l’architettura e il turismo di lusso, ma anche per la ricerca e lo sviluppo di soluzioni alimentari futuristiche. In un mondo in cui la sostenibilità e la sicurezza alimentare sono preoccupazioni crescenti, il concetto di “cibo brevettato in laboratorio” sta guadagnando terreno, e Dubai è in prima linea in questa rivoluzione culinaria e scientifica. La crescita demografica mondiale, i cambiamenti climatici e le limitate risorse naturali stanno mettendo a dura prova i sistemi alimentari tradizionali. L’allevamento intensivo, l’agricoltura su larga scala e la filiera di distribuzione globale contribuiscono in modo significativo alle emissioni di gas serra e all’esaurimento delle risorse. In questo contesto, il cibo prodotto in laboratorio offre una promessa di efficienza, sostenibilità e controllo senza precedenti.
Cos’è il Cibo Brevettato in Laboratorio?
Il “cibo brevettato in laboratorio” si riferisce a una vasta gamma di prodotti alimentari sviluppati attraverso processi scientifici e tecnologici controllati, piuttosto che con metodi agricoli o zootecnici convenzionali. Questo include: Carne Coltivata (Cell-Based Meat): Prodotta direttamente da cellule animali, senza la necessità di allevare e macellare animali. Le cellule vengono prelevate da un animale vivo e fatte crescere in un bioreattore. Alternative Proteiche a Base Vegetale: Sebbene non siano “create” in laboratorio nello stesso modo della carne coltivata, le proteine vegetali sono spesso formulate e perfezionate attraverso la ricerca scientifica per replicare il gusto e la consistenza della carne e dei latticini. Alimenti a Base di Microrganismi (Fermentation-Based Food): Utilizzando processi di fermentazione di precisione, microrganismi come lieviti e batteri possono essere ingegnerizzati per produrre proteine, grassi e altre molecole alimentari. Nutrienti Sintetici e Ingredienti Funzionali: Sviluppati in laboratorio per migliorare il valore nutrizionale degli alimenti o per aggiungere proprietà specifiche. La parola “brevettato” sottolinea l’investimento in ricerca e sviluppo, e la proprietà intellettuale che ne deriva. Queste innovazioni sono il frutto di anni di studi e, come tali, vengono protette legalmente per incentivare ulteriori investimenti.
La carne coltivata: dal laboratorio al piatto
La carne coltivata, o carne sintetica, è al centro di questo movimento. Anziché allevare animali, le aziende prelevano cellule staminali e le nutrono in bioreattori per farle crescere e moltiplicarsi, replicando il tessuto muscolare animale. Questo processo elimina la necessità di grandi appezzamenti di terreno, l’uso massiccio di acqua e la produzione di gas serra. Dubai sta attivamente corteggiando le start-up globali in questo settore. Aziende come l’israeliana Aleph Farms e la statunitense Eat Just hanno già espresso interesse per stabilire partnership e impianti di produzione negli Emirati Arabi Uniti. L’obiettivo è chiaro: portare la carne coltivata dal laboratorio alla tavola dei consumatori, facendo di Dubai un leader nella sua produzione e commercializzazione. Questo posizionamento strategico attira investimenti e talenti, consolidando la reputazione della città come un banco di prova per le tecnologie più audaci.
Oltre la carne, le tecnologie del “cibo del futuro”
Quando si parla di cibo artificiale, si fa riferimento a un intero ecosistema di tecnologie avanzate. Carne e pesce coltivati in laboratorio: Il processo si basa sulla biologia cellulare. Si parte da una piccola biopsia di tessuto animale, si isolano le cellule e le si coltiva in un bioreattore (un grande serbatoio simile a quelli usati per la birra o lo yogurt) in un mezzo di crescita ricco di nutrienti. Le cellule si moltiplicano fino a creare un tessuto muscolare che è identico, a livello molecolare, alla carne tradizionale. La sfida principale è replicare la complessità di grasso e muscolo per ottenere il sapore e la consistenza desiderati, e ridurre i costi di produzione per renderla accessibile al grande pubblico. Agricoltura verticale e idroponica: Questa tecnologia, visibile in progetti come Bustanica, non usa il terreno. Le piante vengono coltivate su strati verticali in un ambiente completamente controllato. Le loro radici sono immerse in una soluzione acquosa ricca di minerali essenziali (idroponica) o sospese nell’aria e irrorate con una nebbia nutriente (aeroponica). L’uso di luci LED ottimizzate, che simulano lo spettro solare, consente di coltivare qualsiasi tipo di pianta 365 giorni all’anno, a ritmi di crescita accelerati e con raccolti multipli, il tutto senza pesticidi e con un consumo minimo di acqua.
Innovazione nell’agricoltura verticale
L’impegno di Dubai per il cibo artificiale non si ferma alla carne. La città ha abbracciato con entusiasmo l’agricoltura verticale, una tecnologia che permette di coltivare ortaggi e frutta in ambienti chiusi e controllati, riducendo drasticamente il consumo di acqua e lo spazio necessario. Un esempio lampante è Bustanica, la più grande vertical farm del mondo, una joint venture tra Emirates Flight Catering e Crop One Holdings. Questo impianto all’avanguardia produce oltre 1 milione di chilogrammi di verdure a foglia all’anno, usando circa il 95% in meno di acqua rispetto all’agricoltura tradizionale. La farm utilizza algoritmi di intelligenza artificiale per ottimizzare la crescita delle piante, un’innovazione che dimostra come la tecnologia possa superare le limitazioni di un clima desertico.
Un Terreno Fertile per l’Innovazione Alimentare
Perché proprio Dubai è diventata un punto focale per questa tendenza? Diversi fattori contribuiscono a questo fenomeno: Visione Futuro-Orientata: La leadership di Dubai ha una chiara visione di un futuro sostenibile e tecnologicamente avanzato, investendo massicciamente in settori innovativi. Sicurezza Alimentare: Essendo una regione con risorse agricole limitate e dipendente dalle importazioni, Dubai ha un forte incentivo a sviluppare soluzioni alimentari locali e indipendenti. Il cibo in laboratorio offre un modo per garantire l’approvvigionamento alimentare anche in un ambiente desertico. Investimenti e Finanziamenti: La città attrae ingenti capitali e investimenti in ricerca e sviluppo, creando un ecosistema favorevole per startup e aziende leader nel settore delle food tech. Infrastrutture all’Avanguardia: Dubai vanta infrastrutture di ricerca e sviluppo di prim’ordine, con laboratori moderni e centri di eccellenza. Regolamentazione Progressista: Il governo è proattivo nell’adattare le normative per accogliere nuove tecnologie, facilitando l’introduzione di questi nuovi alimenti sul mercato.
Le Implicazioni del Cibo Brevettato in Laboratorio
L’adozione e lo sviluppo del cibo brevettato in laboratorio a Dubai avranno implicazioni significative: Sostenibilità Ambientale: Riduzione dell’impronta idrica e di carbonio, minore necessità di terra e minori emissioni di metano rispetto all’allevamento tradizionale. Sicurezza Alimentare e Resilienza: Maggiore autonomia alimentare per la regione, riducendo la dipendenza dalle catene di approvvigionamento globali vulnerabili. Salute e Benessere: Possibilità di produrre alimenti con profili nutrizionali controllati, riducendo grassi saturi, colesterolo e potenziali contaminanti. Innovazione Economica: Creazione di nuovi settori industriali, posti di lavoro altamente qualificati e nuove opportunità di esportazione. Etica Animale: Eliminazione della necessità di allevamento e macellazione di animali per la produzione di carne.
Dubai come hub di ricerca e sviluppo
Il successo di queste iniziative è reso possibile da un forte supporto governativo. Il Food Tech Valley di Dubai, un incubatore per l’innovazione agritech, è un chiaro esempio di questo impegno. La sua missione è di promuovere la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie alimentari, incoraggiando start-up e ricercatori a sviluppare soluzioni sostenibili.
La mancanza di brevetti locali, quindi, non è un segno di arretratezza, ma piuttosto il riflesso di un approccio aperto e dinamico. Dubai si sta posizionando come un “ponte” tra l’innovazione globale e il mercato locale, importando le migliori tecnologie e adattandole alle proprie esigenze. In questo scenario, il cibo creato artificialmente non è una curiosità, ma una parte essenziale della strategia a lungo termine per garantire un futuro sicuro e sostenibile per la città. L’interesse di Dubai per il cibo creato in laboratorio e le tecnologie agricole non è una mera tendenza, ma una strategia a lungo termine con radici profonde nella sicurezza alimentare e nella diversificazione economica. Per approfondire, è utile esaminare i motivi alla base di questa scelta e le tecnologie specifiche che la rendono possibile.
Un quadro normativo favorevole
La visione di Dubai non si limita alla pura tecnologia. La città ha compreso che per diventare un leader in questo settore, è necessario creare un ambiente favorevole. A differenza di molti altri paesi, gli EAU hanno adottato una posizione proattiva nel definire un quadro normativo per la sicurezza e l’approvazione del “novel food”. Questo approccio ha permesso alle aziende di sapere con certezza quali sono i passaggi necessari per portare i loro prodotti sul mercato, attirando così investimenti e talenti che altrove troverebbero barriere burocratiche più complesse. La rapida approvazione di prodotti come il pollo coltivato da Eat Just è un esempio di questa apertura. In sintesi, l’approccio di Dubai è un mix di necessità, visione strategica e pragmatismo. La città sta attivamente costruendo le infrastrutture fisiche e normative per trasformare il suo status di “importatore di cibo” in quello di “innovatore alimentare”, dimostrando che il futuro dell’agricoltura non è vincolato dal terreno, ma dall’ingegno umano.
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